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Scritto da Pres. associazione "LA GERLA"   
Mercoledì 06 Maggio 2009 17:49

Il nido familiare è stato istituito in Italia con la legge n. 285/97, prendendo a modello un servizio molto conosciuto nel resto d’Europa. In Italia, la provincia di Bolzano ha regolamentato per prima questo servizio. La cooperativa “Casa Bimbo – tagesmutter” ha proposto una legge nel 1996, subito approvata. Nel progetto iniziale della cooperativa di Bolzano vi erano due obiettivi: l’integrazione di servizi per l’infanzia complementari e/o alternativi ai servizi pubblici e, contemporaneamente, la creazione di posti di lavoro per le donne. In Alto Adige, la legge prevede che il 70% delle spese di gestione di questo servizio venga finanziato dalla Provincia.

La legge della provincia di Trento data 12 marzo 2002 e recita: “La Provincia riconosce e promuove, nel rispetto del principio di sussidiarietà la realizzazione di un sistema di servizi per la prima infanzia che garantiscano una pluralità di opportunità socio-educative”, riconoscendo che un servizio che soddisfa i bisogni di una collettività è pubblico, indipendentemente da chi lo eroga e ritiene la famiglia libera, oltre che competente, di scegliere, ma anche di organizzare la risposta a sé più confacente. [La Presidente della Cooperativa “IL sorriso” di Trento, sig.ra Caterina Masé, è stato un valido e disponibile aiuto, e nostro costante riferimento].

Le altre Regioni italiane hanno seguito l’esempio proponendo, ad esempio in Valle d’Aosta, un servizio di nido familiare, sotto la denominazione di “Tata familiare”, istituendo un apposito registro regionale, al quale possono essere iscritte persone che operano in regime di libera professione, dopo aver svolto una formazione specifica nell’ambito della prima infanzia (420 ore articolate in parte teorica e tirocinio negli asili-nido e nelle gardenie d’enfance). Il servizio è accessibile attraverso l’Assessorato regionale Sanità, Salute e Politiche Sociali – Servizio attività socio-educative per la Prima Infanzia.

La provincia di Verona ha attivato, in collaborazione con la Provincia di Trento e la Cooperativa “Il Sorriso”, un servizio di tagesmutter nel 2005.

Il Comune di Torino ha attivato questo servizio nonostante i nidi pubblici offrano più di 1500 posti. E’ stato sperimentato un progetto di “tempo nido”, in nido famigliare, per i bambini figli di detenute, i quali sono normalmente costretti a passare la loro primissima infanzia in carcere, con le madri. L’esperienza è stata molto gradita dalle mamme, che hanno sollecitato scambi di esperienze pedagogiche all’interno dell’istituto detentivo.

Ultimo aggiornamento Sabato 19 Dicembre 2009 22:09